silke de vivo

 

 

 

L’apparente incombenza del vuoto e del bianco all’improvviso si anima di un timido e quasi impercettibile afflato di vita fatto di carta e di inchiostro. Indecisa tra la grazia imperfetta del caso e invece  un’accurata messinscena di composizione sovrannaturale, una caotica folla di piccoli esseri germinati da un’iniziale ispirazione antropomorfa riferibile ai capolavori dai bambini, compone una fragile ed instabile architettura evanescente. Una fantasticheria, un minuscolo mondo bisbigliante di scarabocchi diventa tridimensionale, esce dalla prigione del foglio, si ripete ossessivo in complicate concatenazioni rizomatiche. Il semplice disegno minimale, per sempre ritagliato dall’immaginario di infantili racconti lenticolari, si risolve in una dispersione di lievi e autotrofe sculture di carta sospese nel vuoto. Riccioli, alucce, volti lillipuziani,  sottili volute, gracili ghirigori si improvvisano in inverosimili e maniacali arabeschi decorativi. Uno sciame di spore come di tarassaco soffiato si appoggia sui muri, si disperde galleggiando in un’improbabile atmosfera vivaldiana colta come in un momento di stallo e di equivoco riposo.  Tutto è labile ed immobile. Stanche falene, farfalline, minuti vegetali privi di clorofilla, fiabeschi organismi volatili con la testa di bambina diventano ora contenute germinazioni tentacolari, muffe responsabili di gentili azioni parassitarie, propaggini vernacolari di misteriosa natura. Solo bianche e solo nere.  E poiché in ogni muffa si annida una fata, ecco che Comunella ed Hortensia – metamorfiche e microscopiche bambinette da sussidiario che non smettono mai di piangere e alle quali si allungano all’infinito i capelli - si fondono in un’anomala concrezione “corallina” che in fondo dimostra essere lo sconosciuto svolgimento vitale di un minuzioso micelio, di un corpuscolo riproduttore leggermente sessuale che certamente appartiene ad una misteriosa pianta crittograma ora scomposta ed isolata nelle sue incantevoli e complicate ramificazioni.

 

patrizia silingardi