"(...) allorche' i corpi supercelesti esercitano la loro azione su un elemento, essi operano per loro similitudine e inoltre producono qualche cosa di somigliante a loro stessi e quasi della medesima specie. Dunque, giacche' essi producono l'elemento dello elemento e la cosa elementata della cosa elementare, ne consegue necessariamente che vengono a partecipare essi stessi della natura dell'elemento. E per meglio comprendere cio', occorre osservare che il Sole produce dal Fuoco corpi saturati di acqua urinaria e corpi cristallini sferici."
San Tommaso D'Aquino, Trattato della pietra filosofale

L'eccellente finezza miniaturistica che contraddistingue il disegno di Colette Baraldi si presta nel caso alla trascrizione convulsa di un onirismo cruento affine alla patologia melanconica. Marchingegni impossibili, oggetti d'orrore e d'anatema, trappole ed astrusi elettrodomestici affini a strumenti d'inquisizione reinventati nei materiali della quotidiana contemporaneita', compongono un intricato compendio enciclopedico in cui sono indagate le liquide alchimie della materia. L'assunto che ne conviene riguarda la trasmutazione degli accidenti esteriori della materia, lo svelamento dell'arcano e la conseguente rivelazione dell'intima natura di certi oggetti domestici mutati in qualcos'altro prima sconosciuto. Il sottile fluire della narrazione, sorta di estatico "disegno automatico-autobiografico", allorche' scomposto e frammentato, descrive dunque un laboratorio di ingegnosi strumenti, un armamentario di forni, lambicchi, vasi, contenitori, pinze, punte, crogiuoli, fiale, distillatori, in cui si mescolano elementi organici di sangue e carne con altrettanti frammenti metallici, plastici e della tecnologia. Nell'individuarne sofisticate Similitudini, metamorfosi ed oscure prassi al contempo simboliche e metaforiche, Colette Baraldi perviene ad una minuziosa catalogazione in cui il disegno e' prossimo alle pratiche dalla magia-stregoneria-ciarlataneria contestualmente comprendenti tutte le categorie linguistiche dell'alchimia (tecnologiche, criptografiche, immaginifiche, antropomorfiche, fantastiche).