Art Verona
Art Verona

In occasione di ArtVerona, prestigiosa cornice dell’arte contemporanea internazionale, Melepere presenta un progetto espositivo legato al Festival della Filosofia, che si svolge a Modena in contemporanea. In collaborazione con la galleria Studio Vetusta e declinando il tema del Festival – la comunita' – sulla sua effettiva possibilità di conservazione e memoria quale è da intendersi il luogo del cimitero, Melepere propone il confronto interdisciplinare di tre artiste, Gilda Scaglioni, Giulia Ferrarese e Luiza Samanda Turrini, che di volta in volta, attraverso l’istallazione, il video e la scrittura, argomentano le fascinazioni concettuali di questo luogo. Il progetto è contraddistinto dal numero “47”, che nella cabala significa infatti “morto che parla”. In particolare, al contempo includendo le valenze fiabesche del sortilegio, l’abracadabra cui allude il titolo fornisce precise coordinate spaziali, vere e proprie indicazioni geografiche atte ad indicare un remoto distretto della Romania ai confini con l’Ungheria, Maramures, dove, nella piccola cittadina di Sãpånta, veniva creato negli anni Settanta uno straordinario museo en plein air: il “Cimitirul Vesel”: il Cimitero Allegro, dove a dispetto delle consuete convenzioni – da sempre dedite alla cupa tristezza del lutto - è celebrata l’allegrezza e la gioia. Per Gilda Scaglioni si tratta di creare sepolcri, epitaffi, memorabilia che significano un evento da ricordare con lieve sorriso. Il perduto anello di plastica con strass, la scatolina dei segreti, l’amica bambola di pezza, il sacchetto dei coriandoli. L’ immanenza degli oggetti, pur sempre connotati da lente pratiche quali il cucito, la scrittura, la composizione accurata – perviene a trascrivere un leggero sentimento di infantile stupore, di perduta inconsapevole felicità. Gli stessi graditi fantasmi, così come quel nostalgico passato di profonda affezione, si raccolgono nel contributo letterario di Luiza Samanda Turrini che presenta una prosa inedita, in cui la parola è fine e “cesellata” come un gioiello. Nel proporre il suo minuto cimitero allegro, partecipa alla riflessione su quelle indispensabili occorrenze quali sono la preservazione e la memoria al di là delle effimere esistenze. Intanto a scandire l’inesorabile e sempre uguale passaggio del tempo, Giulia Ferrarese si adopera nell’implacabile e sonnolente videoregistrazione di ombre e sole, soffermandosi su cosa galleggia o e' prossimo alla marcescenza, intenta a cogliere - nei modi di Baudelaire e dell’apparente minimalismo del cinema russo e d’oltralpe - un qualsivoglia respiro che davvero non sia umano.
opening 18-19-20 settembre h.18.00/22.00
c/o melepere, verona, via sottoriva 12
vernissage venerdì 18 settembre 2009 ore 19.00
c/o studiovetusta, modena, via carteria 60
veduta della mostra

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